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La "Danish DesignExhibition" @DuilioSecondo

Il design danese lo puoi trovare nel mondo esposto sotto molteplici forme.

Forse questo è il suo più grande pregio. Essere mutevole ma sempre riconoscibile.

Per una volta noi abbiamo voluto mostrarlo nella sua forma più elegante. Raccontarlo come fossimo in un piccolo "museo".

La credenza alta di Arne Vodder modello 63 è nel mondo un miraggio.

Già. Perchè esistono due "livelli" di danese: quello firmato e catalogato, e quello no. Entrambi sono considerati modernariato di altissimo pregio. Di alcuni mobili si conosce - almeno in parte - la storia, esiste un minimo di bibliografia.

Quello che amo forse di più è il ruolo di molti addetti ai lavori di contribuire a ricostruire la storia di questo movimento.

Chi vende mobili danesi custodisce sicuramente dei libri segreti molto impolverati, anche io ne ho un paio ;))

Fatto sta che nella tarda primavera del 2018 arriva in Lab un Arne Vodder modello 63.

Non è in teak, è in palissandro. Il Lab è l'Olimpo.

Proprio dall'arrivo di questo mobile iniziamo a pensare di organizzare una mostra.

E' dall'incontro con Stefano ed Irma del progetto Duilio Secondo (che hanno offerto lo spazio espositivo) e con l'aiuto di Serena Picsilli (che ha curato l'allestimento e la comunicazione grafica) che nell'Ottobre 2018 è stata organizzata nel quartiere Flaminio a Roma la mostra "Danish Design Exhibition".

L'idea fu di esporre e raccontare 8 pezzi di super-design-danese che in quel momento erano presenti in Laboratorio.

Arne Vodder era ovviamente il Re.

A fargli compagnia c'era la poltrona Finn Juhl modello 133 soprannominata The Spade.

La regina delle poltrone. La prima poltrona in teak messa in produziona su larga scala nel 1954. Da quel momento in poi il teak è nelle case di tutti.

E con lei la coppia di comodini di Johannes Andersen. La coppia di Safari Chair di Kaare Klint 1933. La scrivania sempre di Vodder modello 60. La poltrona Peter Hvidt & Orla Mølgaard-Nielsen model FD145 del 1953. La poltrona Kristian Vedel model Modus del 1963. Il sideboard in quercia di Erik Wørts del 1960.

Organizzare non è mai semplice, e poi fra l'averla decisa e l'averla messa in piedi è passato anche molto poco tempo.

Ringrazio ancora il furore agonistico di Stefano, la calma di Irma e la precisione di Serena per aver fatto in modo che tutto girasse come un orologio danese, ops svizzero.

Ringrazio soprattutto il cane nero per la sua pazienza...

La voglia di portare il nostro danese ancora fuori dal Lab c'è.

La voglia di organizzare sempre qualcosa di diverso dal solito c'è.

La voglia di stupirvi ancora con nuove idee c'è.

Nel mentre vi aspettiamo pigramente in Lab in mezzo a tutti i nostri meravigliosi legni.

#blog_Smørrebrød
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